Federico II tentò di accattivarsi la fedeltà
dei Putignanesi, che stimava e rispettava, facendo costruire un
castello che dopo alcuni anni fece demolire insieme alle mura per
la totale fedeltà di Putignano al Papa e per aver negato
allo stesso Federico II l'accesso in città al rientro da
una battuta di caccia.
Nei secoli gli abitanti di Putignano per il loro
piccolo territorio si sono dedicati oltre che alla agricoltura anche
al commercio di prodotti agricoli ed all'artigianato di qualità,
riuscendo a vendere anche al di fuori della provincia di Bari.
Infatti erano molto richiesti i tessuti di lana
e di cotone lavorati a mano compresa una ottima e famosa felpa di
cotone che alcune tintorie coloravano con maestria insieme ai filati.
Altrettanto richiesti erano gli aratri, le zappe, le forbici da
pota, i grossi chiodi per le scarpe (bullette), coltelli ed utensileria
varia.
Infine con il fragno (quercus troiana), con la
roverella (quercus pubescens), il leccio (quercus ilex), il noce,
l'olivo ed il castagno abili falegnami realizzavano mobili, botti,
carrozze e carri agricoli sempre di buona qualità.
Questa indole operosa ha fatto sorgere in Putignano
alla fine del 1800 le prime industrie. Dopo la prima guerra mondiale
alle iniziali industrie si aggiunsero altre, che una Guida commerciale
del 1932 elenca e pubblicizza insieme ad artigiani e commercianti.
Le stesse industrie nei decenni trascorsi sono riusciti a convertire
i prodotti fino a raggiungere dagli anni ottanta una notorietà
internazionale con gli abiti da sposa.
*( a cura del Comune di Putignano)